EQUILIBRIO
Dal libro "CALCIO"
ALLENARE NEL SETTORE GIOVANILE
di Stefano Bonaccorso - Editore Editoriale Sport Italia Via Masaccio, 12 20149 Milano
Edizioni CORRERE 1999
Fra le capacità coordinative speciali che servono al calciatore per organizzare, regolare e controllare i movimenti, quella dell'equilibrio, che consente di mantenere il corpo "in una posizione stabile" o ristabilire tale condizione nel corso degli spostamenti, è da considerarsi fondamentale. La condizione basilare per cui il corpo riesce a stare in equilibrio è che la perpendicolare tracciata a partire dal baricentro (situato nel bacino) cada all'interno della base di appoggio. Il calcio si gioca in equilibrio monopodalico, sul piede d'appoggio (spesso è l'arto dominante sensoriale), mentre il piede di gioco (spesso l'arte dominante motorio) è impegnato a stoppare, guidare, dribblare, calciare... cioè a eseguire i gesti caratteristici della disciplina. Al calciatore, nel corso della partita, è richiesto di saper gestire diversi aspetti dell'equilibrio (tabella 1) da quello statico nei cambi di direzione e nei cambi di senso a quello dinamico nell'espressione di qualsiasi gesto tecnico con la palla, a quello di volo tipico dei gesti acrobatici dalla rovesciata, al colpo di testa in tuffo, ai contrasti aerei, ai tackle scivolati.
L'EQUILIBRIO NEI SUOI ASPETTI |
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STATICO | DINAMICO | STATICO-DINAMICO | DI VOLO |
Mantenere o ristabilire l'equilibrio in una posizione di quiete relativa o nel corso di spostamenti molto lenti.
Analizzatore cinestetico e tattile-pressorio, in parte vestibolare visivo.
Esempi:
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Mantenere o ristabilire l'equilibrio nel corso di spostamenti ampi e/o rapidi.
Analizzatore vestibolare, coadiuvato dal cinestesico, dal tattile pressorio e dal visivo. Esempi:
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Equilibrio nel corso di spostamenti in cui si ricerca anche il mantenimento di un adeguato e costante controllo posturale.
Insieme degli analizzatori dei precedenti aspetti.
Esempi:
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Ricerca di un equilibrato controllo posturale delle fasi aeree.
Analizzatore vestibolare e ottico.
Esempi:
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Tabella 1 (Cilia, Ceciliani, Dugnani, Monti, 1996)
Fra il primo anno di vita e i tre-quattro anni il bambino passa dall'età orizzontale cioè dallo stare sdraiato, all'età verticale cioè allo stare in piedi attraverso il controllo di posture diverse: prona, supina, tronco eretto, seduta, quadrupedia, in piedi con sostegno, fino alla conquista della stazione eretta e della deambulazione. Il miglioramento degli equilibri della postura eretta dipendono dalle possibilità del corpo di reagire agli stimoli sensoriali, visivi, tattili-pressori e cinestesici per mezzo delle più ricche e diversificate esperienze motorie. Imparare a camminare, correre, saltare, salire, scendere, capovolgersi, rotolare, cadere e calciare è indispensabile per assimilare quel bagaglio motorio di base, a sua volta necessario per acquisire e consolidare la coordinazione di cui l'equilibrio è un aspetto essenziale. Solo quando il camminare e il correre saranno diventati automatici, il bambino potrà cimentarsi in nuovi movimenti e acrobazie che richiederanno equilibri sempre più perfezionati.
Ecco ribadito che gli schemi motori di base e le capacità coordinative, oltre a essere interdipendenti nello sviluppo, sono un prerequisito importantissimo per l'apprendimento delle tecniche sportive. Il centro nervoso che ha il compito di controllare l'equilibrio è il cervelletto, la cui azione si realizza automaticamente e non è soggetta al controllo della volontà. Esso in ogni momento riceve:
informazioni dall'orecchio interno dove si trovano i labirinti che, mediante il movimento del liquido che contengono, informano continuamente sulla posizione e sull'orientamento della testa nello spazio (analizzatore vestibolare)
informazioni dall'appoggio plantare relative alla pressione esercitata dal peso dal corpo sull'appoggio stesso (analizzatore tattile-pressorio)
informazioni dai muscoli, tendini e articolazioni (analizzatore cinestesico)
informazioni dagli occhi (analizzatore visivo).
Elaborando molto velocemente le informazioni ricevute, il cervelletto scatena reazioni chiamate riflessi di equilibrio, facendo contrarre le zone muscolari necessarie a mantenere eretta la persona. Normalmente la sua azione è molto precisa e consente di adattare continuamente la posizione per mantenersi in equilibrio sugli appoggi. Secondo gli studi relativi alla teoria modello delle fasi sensibili (Hirtz 1979 - Martin 1982) il periodo di massimo sviluppo, ove si riscontra un maggior incremento della capacità di equilibrio, va dai 9 ai 12 anni, con punte più elevate tra i 10 e gli 11 anni.
Gli allenatori della categoria esordienti dovrebbero quindi prevedere nel proprio programma di lavoro la stimolazione e l'incremento di tale capacità. La progressione di esercizi proposta considera la possibilità di realizzare esperienze motorie polivalenti e multilaterali anche aspecifiche, cioè non legate agli aspetti tipici del gioco del calcio, in ambiente naturale o artificiale soprattutto in palestra con l'utilizzo di piccoli o grandi attrezzi, addirittura non disdegnando la pratica degli sport di equilibrio e scivolamento: bicicletta, monopattino, pattini a rotelle, skateboard e sci,per poi passare ad esperienze specifiche che hanno l'obiettivo di sviluppare gestualità calcistiche in regime di equilibrio.
Si comincia con attività di base (vedi figura 1) per sensibilizzare e prendere coscienza degli appoggi (contatto piede-terreno, ovvero con la superficie su cui è concentrato il peso del corpo) che hanno il compito di avvisare costantemente il cervelletto di come il peso sia distribuito e concentrato. Si prosegue con gli esercizi di oscillazione in cui si tende a spostare il peso del corpo: gli atleti percepiranno i riflessi automatici d'equilibrio cioè tutte le contrazioni muscolari, la presa delle dita dei piedi, la tensione dei polpacci e dell'articolazione del ginocchio che servono, appunto, per mantenere la stazione eretta. Esercitandosi inoltre a occhi chiusi, essendo privi del riferimento visivo, verrà esaltata la percezione delle informazioni tattili-pressorie dalla pianta del piede.
Il calciatore sperimenterà, inoltre, la differenza che esiste fra mantenere una posizione di equilibrio ad arti inferiori tesi e ad arti inferiori leggermente flessi, cioè come cambiano i riflessi d'equilibrio e, più in generale, quanto sia più economico e redditizio mantenere una qualsiasi postura se si è rilassati piuttosto che rigidi e contratti. L'eliminazione delle contrazioni superflue si acquisisce con l'esercizio e grazie a una maggiore presa di coscienza del proprio corpo, che si tradurrà in un miglior controllo posturale e segmentario. Si interiorizzeranno inoltre i fattori di stabilità dell'equilibrio che è più facile da mantenere o da ripristinare se la base di appoggio è grande, se il baricentro è basso, se la perpendicolare tracciata dal baricentro cade all'interno della base d'appoggio, e
se la superficie del corpo a contatto col suolo è ampia; tutti concetti che deve aver ben presenti, per esempio, il difensore impegnato in un'azione di marcatura quando ha la necessità di temporeggiare in una postura che consenta contemporaneamente equilibrio e rapidità di spostamento.
Nel controllare le posizioni del corpo proposte nelle figure dalla 2 alla 5 si sperimenta l'importanza delle informazioni cinestesiche, esaltate qualora ci si muova ad occhi chiusi. Utilizzare i piccoli e grandi attrezzi, con le scarpe o a piedi nudi, su superfici di appoggio differenti (rigide-elastiche, dure-molli e ruvide-liscie) significa sensibilizzare ulteriormente l'appoggio plantare, oltre tutto in un clima ludico qualora, per esempio, si organizzino gare a tempo, con penalità, su circuiti o percorsi realizzati con i diversi attrezzi idonei per esercitare l'equilibrio. Le esercitazioni sul dominio della palla serviranno come applicazione specifica dell'equilibrio, enfatizzato in modo aspecifico nelle esperienze precedenti, e contemporaneamente da verifica. Anche per le attività concernenti l'equilibrio dinamico si sottolinea l'aspetto giocoso con cui vanno proposte, considerando inoltre che cominciare a camminare-correre-saltare in equilibrio su base alta significa affrontare a livello psicologico qualche inibizione dovuta alla paura di cadere o di farsi male, che si accentuerà nel momento in cui si dovranno affrontare le esercitazioni sull'equilibrio di volo.
Proprio per questo, a livello preventivo, si consiglia di realizzare queste attività in stato di freschezza fisica e mentale, dopo un accurato riscaldamento, utilizzando attrezzi idonei e predisponendo l'assistenza e l'aiuto sia dell'allenatore che dei compagni, evitando distrazioni e rilevando cali di attenzione in quanto, soprattutto l'apprendimento-insegnamento dei gesti calcistici acrobatici, presenta comunque rischi di infortunio.
Quando ci si esercita al trampolino elastico, per chi non ne avesse la disponibilità, sarebbe utile richiedere l'intervento di un tecnico specializzato che possa educare lo stacco, il controllo del corpo in volo, l'atterraggio e le posizioni isolate, per evitare l'insorgere dei traumi e dei problemi alla schiena. Nelle esercitazioni con giri del corpo in volo e con rotazioni e capovolte (preacrobatica), si sollecitano il funzionamento e l'adattamento dell'analizzatore vestibolare, tramite la percezione delle informazioni labirintiche fondamentali per il controllo del corpo in equilibrio di volo e per potersi orientare velocemente nello spazio e nel tempo, dopo l'esecuzione di un gesto tecnico acrobatico.
LE ESERCITAZIONI
Equilibrio statico
Padroneggiare gli appoggi (figure 1-2-3)
distribuire equamente il peso su due appoggi;
oscillare con il corpo in avanti e indietro spostando il peso sui talloni, sugli avampiedi, sulle punte;
inclinare il corpo lateralmente per spostare il peso sul bordo interno ed esterno della pianta del piede;
spostare il peso del corpo da un piede all'altro (equilibrio monopodalico) sulla pianta, avampiede, tallone.
Controllare le posizioni del corpo mantenendo per alcuni secondi le seguenti posture figure 4-7:
Ripetere gli esercizi visti in precedenza e mantenere l'equilibrio su diversi attrezzi che consentono di modificare la base d'appoggio: stabile-instabile, larga-stretta, bassa-alta, di varia forma (piano-convessa), di varia natura (elastica-rigida-morbida).
Dominio della palla in regime di equilibrio statico:
mantenendo un piede sopra la palla si deve cercare di allontanarla il più possibile dal piede di appoggio nelle varie direzioni (avanti e indietro, destra e sinistra)
far compiere alla palla uno o più giri in senso orario e antiorario attorno al piede d'appoggio.
Uno-due-tre... fermi: i giocatori in possesso di palla, si dispongono allineati uno di fianco all'altro e, a un segale dell'allenatore, devono raggiungere la linea di meta guidando la palla stessa. L'allenatore volge le spalle ai giocatori mentre guidano la palla e conta a voce alta: "uno due tre... fermi". Dopodiché si gira a guardarli e questi devono farsi trovare immobili con un piede sulla palla. Coloro che non sono fermi in equilibrio devono fare tre passi indietro. Chi arriva per prima al traguardo vince.
Calciare la palla in regime di equilibrio statico.
Rinvio del portiere: utilizzando la postura di figura 5 il giocatore-portiere, con la palla in mano, deve calciare su un bersaglio fisso (per esempio: porta divisa in settori per gara a punti)o mobile (compagno in movimento) mantenendo la posizione di equilibrio prima e dopo il gesto, ovvero senza appoggiare il piede di gioco.
Calciare da fermo: utilizzando la postura di figura 7 si realizza una gara di tiro al bersaglio calciando la palla ferma da fermi dopo una o due oscillazioni complete dell'arto calciante.
Ricevere la palla in regime di equilibrio statico: utilizzando la postura di figura 6 il giocatore si esercita nello stop di collo-piede su palloni provenienti con diverse traiettorie aeree, mantenendo una posizione di equilibrio prima e dopo il gesto.
Equilibrio dinamico
Camminare, marciare, correre, correre-arrestarsi e ripartire avanti e indietro seguendo una linea retta o curva, linee perimetrali del campo o un percorso costruito con diversi attrezzi piccoli e grandi. Varianti: eseguire le traslocazioni sui talloni, sugli avampiedi, con le punte dei piedi convergenti e divergenti, incrociando le gambe, coordinando diverse posizioni delle braccia.
Saltare liberamente a piè pari, su un piede, avanti-indietro, destra-sinistra, in senso orario-antiorario.
Saltare in corda traslocando.
Controllare le posizioni di partenza e di arrivo realizzando una capovolta avanti e indietro, la verticale a 3 appoggi, la verticale a 2 appoggi, la ruota.
Gioco del salto dei ruscelli: si delimita un campo rettangolare diviso in tre parti (ruscelli) da zone franche (argini). Ogni giocatore, partendo da un lato del campo, deve raggiungere i vari argini lanciando o posizionando, di volta in volta, 3 o 4 cerchi nelle diverse zone e poi saltando all'interno degli stessi (come se fossero dei massi in mezzo al ruscello). Il secondo giocatore tenta a sua volta il passaggio e il gioco prosegue nelle zone 2 e 3. È dichiarato vincitore chi raggiunge per primo l'argine della zona 3.
Gioco del salto sulla riva o nello stagno: prendere una linea come riferimento. A destra sono "nello stagno" a sinistra "sulla riva". Passo da sinistra a destra eccetto se l'allenatore cerca di imbrogliarmi dicendo "nella riva" o "sullo stagno", nel qual caso, se io obbedissi sarei eliminato.
Variante: si può realizzare saltando al di qua e al di là della linea serrando un pallone fra le parti interne dei piedi.
Guida della palla in regime di equilibrio dinamico
Gare a coppie, a staffetta, a tempo, a penalità
guidando palla sulle linee perimetrali del campo di gioco
effettuando uno slalom attorno a 4-5 coni posti a un metro di distanza saltellando sul piede di appoggio senza appoggiare il piede di gioco
ogni giocatore dispone tre ceppi-appoggi. Camminando su di essi e spostandoli alternativamente in avanti e in successione, si deve percorrere un determinato spazio. Chi appoggia un piede per terra deve ripartire da capo. Vince chi arriva per primo. Variante: lo stesso gioco si svolge con l'obiettivo di guidare un pallone al traguardo.
Giocare al toc rialzo
Il cacciatore deve prendere le prede che, per salvarsi possono salire e restare in equilibrio su ceppi, mattoni, panche o altri oggetti sparsi nello spazio di gioco. Chi è toccato prima di salire sugli oggetti diventa cacciatore. Variante: il gioco si ripete con la guida della palla. La preda che scappa deve traslocare da un oggetto all'altro, deve guidare il pallone e, prima di salire sul rialzo, deve toccarlo con la palla che poi abbandona, momentaneamente, per mettersi in salvo sopra il rialzo- rifugio.
Tecnica in regime di equilibrio dinamico
Due giocatori sull'asse di equilibrio si passano la palla con le mani, dapprima liberamente e poi effettuando la rimessa laterale e colpendola di testa
Dopo aver effettuato alcuni passaggi camminando sulla trave i due giocatori si avvicinano, si incrociano mantenendo l'equilibrio e riprendendo la posizione all'estremità opposta della trave.
Un giocatore, camminando al suolo, effettua passaggi con le mani per il compagno sulla trave che deve ricevere con le mani, colpire di testa, di piede, di coscia e di petto.
Equilibrio statico-dinamico
Camminare, correre, saltellare e ripartire mantenendo in equilibrio stabile, su diverse superfici anatomiche, palloni di peso, dimensioni e forme differenti.
Dominio della palla in regime di equilibrio statico-dinamico
Gareggiare a coppie, a staffetta, a penalità:
correndo per 10-15 metri con la palla in equilibrio sulla testa;
camminando per 10-15 metri con la palla in equilibrio sulla nuca;
saltellando per 5-10 metri con la palla in equilibrio sul collo del piede;
saltellando per 5-10 metri con la palla in equilibrio tra coscia e addome;
saltellando a coppia per 5-10 metri serrando un pallone fra diverse superfici anatomiche (ad esempio: fra la parte interna o l'esterna dei piedi).
Equilibrio di volo
Saltare in alto:
saltare un ostacolo a piè pari, su un piede;
saltare un ostacolo con vari atteggiamenti del corpo in volo (per esempio: toccandosi le ginocchia o la punta dei piedi);
saltare compiendo un quarto di giro, un mezzo di giro, un giro completo;
saltare in alto (fosbury-ventrale)
Saltare in lungo:
saltare in lungo a piè pari e a un piede con l'utilizzo di una pedana.
Saltare-rimbalzare sul trampolino elastico:
rimbalzi verticali sul posto a piè uniti, a gambe divaricate, riunendo e divaricando le gambe in volo, coordinando vari atteggiamenti delle braccia;
rimbalzi con un quarto di giro, un mezzo di giro, un giro in volo;
rimbalzi spostandosi sul tappeto avanti e indietro, a destra e sinistra.
Saltare in basso
in basso da un piano rialzato (panca, plinto, trave) controllando il corpo in volo e soprattutto la posizione di arrivo (atterraggio con ammortizzazione), per esempio: fermarsi dentro un cerchio in divaricata sagittale o frontale;
con un quarto, un mezzo, un giro, fino al massimo dei giri possibili del corpo in volo. Varianti: aumentare l'altezza, variare la parabola del volo, variare le posizioni di partenza e quelle di atterraggio.
Colpo di testa in regime di equilibrio di volo
Progressione didattica per il colpo di testa in stacco.
A coppie un giocatore lancia la palla e l'altro colpisce di testa: staccando a piè pari, a un piede, da fermo, da rimbalzi consecutivi su posto, con rincorsa, con caduta del corpo in avanti, in tuffo, saltando un ostacolo, eseguendo in volo un quarto, un mezzo, un giro su se stesso.
Gran parte di questi esercizi possono essere svolti sul tappeto elastico o con l'aiuto di una pedana elastica dove il calciatore avrà effettuato lo stacco con uno o due piedi, per aumentare il tempo di volo, migliorare il controllo e la padronanza del corpo e del gesto tecnico.
Redatto il 04/08/2003
Pubblicato il 05/08/2003
Ultimo aggiornamento il 18/08/2003